Chi sono
Chi è Mr. Joe Chi?
Essenzialmente un normale artigiano con una “forte” passione per i giochi, convinto che l’avanzare dell’età si possa combattere, oltre che riducendo i radicali liberi, anche giocando a giochi che implichino divertimento e uso della mente. Sempre fedele al detto “Non si smette di giocare perchè s’invecchia, ma s’invecchia perchè si smette di giocare“.
Joechi pensa che ognuno abbia dentro di sè creatività e fantasia (attenzione alla differenza fra le 2), lui le lascia sfogare inventando giochi da tavolo.
Joechi è anche marito e padre di 2 bambini in età scolare. Sua moglie Anna, fortunatamente, non disdegna il gioco ed è contenta quando vede tutta la famiglia unita che si diverte attorno ad un gioco. I figli Alessandro ed Emanuele non vedono l’ora che arrivi il momento in cui papà porta in tavola un gioco, magari da provare, per dar vita a nuove sfide “sfottendo” scherzosamente i genitori. Sono contenti di fare da cavia per i playtest del papi, aiutandolo a “regolare” qualche situazione di stallo che può capitare.
Il gioco in scatola è … ?
E’ uno “strumento” (mezzo) con il quale delle persone vivono una sfida divertendosi (fattore fortuna) e appassionandosi (fattore tattico-strategico).
Il gioco da tavolo unisce le persone e le fa interagire tra loro.
Permette sfide a volte dure, ma con il sorriso sulle labbra.
Dipende anche dalla semplicità o meno. Un gioco semplice può fare da simpatico “sottofondo” a una riunione di parenti. Giocando, vengono alla luce aspetti a volte sconosciuti di persone che si credeva di conoscere bene. Non si conosce mai bene una persona se prima non si gioca con lei.
Un gioco in scatola ti abitua alla disciplina perchè il regolamento in un gioco deve essere rispettato rigorosamente altrimenti il gioco salta.
Quando nasce la tua passione per il gioco in scatola?
E’ innata. Fin da piccolo organizzavo giochi con i miei fratelli e cuginetti.
Mi ricordo le battaglie con i soldatini ATLANTIC (anni ‘70) con regole appositamente inventate per tornei all’ultimo uomo.
Mi divertivo a modificare le regole di giochi già esistenti adattandole a varie situazioni: per allungare o accorciare la durata, per poter giocare in un numero di persone rispetto a quello previsto, per renderli più divertenti e quindi aleatori o più strategici, ecc.
Quando è nata l’idea?
L’idea di “creare” giochi in scatola inediti è nata agli inizi degli anni ‘80. A quei tempi, una o 2 sere a settimana ci incontravamo con un gruppo di amici per giocare a poker.
Bello all’inizio, poi però la consuetudine dello stesso gioco faceva aumentare la noia, così abbiamo deciso di giocare a giochi in scatola presenti sul mercato, ma anche qui nascevano i problemi come il numero di giocatori che superava il tetto massimo, troppo semplici (avevamo bisogno di giochi un po’ complessi), durata limitata (noi giocavamo fino a 4 ore e molti giochi si fermavano molto prima, o non si sapeva quando avessero termine).
Fu allora che fui esortato da tutti, che conoscevano la mia passione, ad inventare un gioco che potesse soddisfare tutte le nostre esigenze.
Mi misi al lavoro e nacque “IL BORSINO”
Quale è stato il primo gioco che hai creato?
Stavo facendo il militare e nel periodo finale della naja, quando sei obbligato a non fare niente perchè ci sono i nuovi che devono imparare, invece che andare sempre allo spaccio, ho preso un foglio bianco e ho cominciato a bozzare i primi appunti.
La mia idea era di inventare un gioco in cui i giocatori, in competizione fra loro, si trovassero nella condizione di tifare e incoraggiare un avversario perchè ciò avrebbe aiutato a vincere la partita. Ma come?
Dopo aver riempito il cestino di fogli, è nato un gioco finanziario-economico con la caratteristica che per arrichirsi si poteva investire sugli avversari. Così facendo, quando un concorrente guadagnava dei soldi, anche tutti coloro che avevavo investito in lui si arricchivano.
Questo gioco ha avuto un enorme successo fra tutti coloro che ci hanno giocato ed essendo un gioco a tempo, il termine viene stabilito infatti all’inizio, so di partite non-stop di 8 - 12 ore.
Quanti giochi hai creato fino a questo momento?
Bisogna distinguere fra giochi semplici di durata intorno ai 20-30 minuti e giochi più articolati della durata maggiore di 2 ore. Quest’ultimi sono 13.
Per quelli più semplici sono un numero indefinito diciamo che quelli inscatolati e che vi voglio proporre sono una decina per il momento.
Quale consideri il più particolare?
Ogni gioco ha una sua particolarità (intendo quelli più articolati).
Diciamo che “IL BORSINO”, essendo il primo nato, è quello che ho più nel cuore.
Dove nasce l’ispirazione per inventare nuovi giochi?
Gli spunti possono essere molteplici. O un amico che ti dice “perché non inventi un gioco che tratta di…..” o qualcosa che vedo durante una gita o un viaggio. A volte basta una minima sollecitazione per mettere in moto la mia creatività e, purtroppo, finchè il gioco non ha preso vita, faccio fatica a non pensarci anche durante il lavoro.
Secondo te, quale pubblico troverà più divertente provare i giochi che crei?

Per i giochi più semplici, che sono quelli che andremo a proporre, penso che le famiglie con figli in età scolare siano le più interessate. Nella mia esperienza personale e sentendo anche altre coppie, i giochi riuniscono la famiglia permettendole di stare assieme in maniera attiva (si può stare assieme in molti modi, ma se ci pensiamo sono spesso modi passivi come TV, cimema, parco se non giochiamo assieme, ma lasciamo i figli che giochino tra loro, ecc).
Vi renderete conto che, sopratutto i bambini, non vedranno l’ora di poter “sfidare” mamma e papà in un gioco in cui tutti partono allo stesso livello.
Da non dimenticare l’entusiasmo di autocostruirsi il gioco stesso. Come quando si aspetta Babbo Natale con i doni, a volte sono più belli i giorni di attesa che non quelli successivi al ricevimento del regalo.
Finchè la mamma e il papà preparano il gioco, coinvolgendo i figli, possono già iniziare a entusiasmarli provocandoli scherzosamente nella sfida.
Se in futuro volessimo considerare anche i giochi più articolati, il pubblico più interessato sono persone adulte con un po’ di passione che desiderano trascorrere qualche ora divertendosi e sfidandosi lasciando da parte le preoccupazioni della vita. A chi piace, è un bel modo per staccare.
I giochi più semplici sono per tutti, quelli più articolati sono per chi ha un minimo di interesse.
Libere considerazioni finali
Ricordo, per finire, che il gioco in scatola grazie al regolamento (rispetto delle regole, disciplina), all’onestà richiesta, alla competizione (la competizione fa parte della vita fin prima della nascita, si nasce grazie al sacrificio di milioni di spermatozoi a vantaggio di un solo vincitore, il gioco aiuta a capirla e gestirla) è un ottimo strumento educativo.


